Storia del Lago di Como: lago glaciale, ville romane e Grand Tour

Il Lago di Como — i comaschi lo chiamano semplicemente il Lario — non è solo uno dei laghi più belli del mondo: è anche uno dei più antichi e raccontati. La sua acqua riempie una valle scavata dai ghiacciai, le sue rive hanno ospitato le ville dei romani, dei nobili lombardi e poi dei viaggiatori del Grand Tour, e le sue pagine sono state scritte da Plinio, Stendhal, Liszt e Manzoni. Prima di tirare la sfoglia con noi al nostro corso di cucina a Como, vale la pena conoscere la storia del paesaggio che vedi dalla finestra: ti renderà ogni passeggiata sul lungolago più ricca.

Un ampio panorama del Lago di Como e delle montagne circostanti
Mænsard vokser · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Un lago nato dal ghiaccio

Il Lario è un lago glaciale. Durante le grandi glaciazioni, enormi lingue di ghiaccio scesero dalle Alpi e scavarono la valle a forma di U che oggi ospita l’acqua; quando i ghiacciai si ritirarono, depositi e morene sbarrarono la valle e la conca si riempì. È per questo che il lago è così profondo — oltre 400 metri nel suo punto più fondo — e così stretto e incassato tra le montagne.

La sua forma è inconfondibile: una Y rovesciata, con due bracci meridionali — quello di Como e quello di Lecco — che si uniscono a nord. Al centro, dove i tre rami si incontrano, sorge il celebre triangolo del Centro Lago, con Bellagio sulla punta. Questa geografia non è solo scenografia: ha deciso per secoli dove sorgessero i porti, le strade e, più tardi, le ville.

Le ville dei romani

Già in epoca romana il Lario era un luogo di villeggiatura. Il personaggio più legato a queste rive è Plinio il Giovane, scrittore e senatore nato a Como nel I secolo d.C. Nelle sue lettere descrive due ville sul lago che chiamava con affetto « Commedia » e « Tragedia »: una bassa, sull’acqua, dove si poteva pescare quasi dalla finestra; l’altra alta, aggrappata alla collina, con la vista che si apriva sul lago. Sono forse le prime « ville con vista lago » documentate della storia.

Anche lo zio, Plinio il Vecchio, naturalista e autore della Naturalis Historia, era di Como. La città conserva la memoria di entrambi: le loro statue vegliano sulla facciata del Duomo di Como, caso più unico che raro di due autori pagani onorati su una cattedrale.

La grande età delle ville

Il vero volto romantico del lago nacque però tra il Sei e l’Ottocento, quando la nobiltà milanese e lombarda costruì lungo le rive una collana di ville con giardini all’italiana e all’inglese. Sono diventate il simbolo del Lario:

  • Villa del Balbianello (Lenno) — affacciata su un promontorio, con la loggia e i terrazzi più fotografati del lago.
  • Villa Carlotta (Tremezzo) — celebre per il giardino botanico, le azalee e i rododendri in primavera.
  • Villa Melzi (Bellagio) — con il suo parco all’inglese disteso sull’acqua.
  • Villa d’Este (Cernobbio) — oggi hotel di lusso, un tempo dimora cardinalizia rinascimentale.

Queste ville non erano solo case di campagna: erano teatri di feste, musica e conversazione, e attirarono sul lago artisti e teste coronate da tutta Europa.

Il Grand Tour e i romantici

Tra Sette e Ottocento il Lago di Como divenne una tappa quasi obbligata del Grand Tour, il lungo viaggio di formazione che i giovani aristocratici europei compivano in Italia. Scrittori e musicisti se ne innamorarono: Stendhal lo definì un luogo di bellezza struggente; Franz Liszt vi soggiornò con Marie d’Agoult, e qui nacque la loro figlia Cosima; il poeta Percy Bysshe Shelley ne rimase incantato. Le rive del Lario divennero sinonimo di paesaggio romantico, sospeso tra montagne e acqua.

Per gli italiani, però, il lago appartiene soprattutto a un altro autore: Alessandro Manzoni, che ambientò l’inizio de I Promessi Sposi proprio « su quel ramo del lago di Como » — il ramo di Lecco. La celebre frase d’apertura è una delle più note della letteratura italiana, e ha legato per sempre il Lario alla pagina scritta.

Dal Grand Tour al set cinematografico

La storia non si è fermata ai romantici. Nell’ultimo secolo il Lago di Como è diventato uno dei set più richiesti del cinema: ville e giardini sono apparsi in pellicole internazionali, e la zona è oggi una meta amata da artisti, registi e viaggiatori di tutto il mondo. Eppure, dietro le facciate da cartolina, restano i paesi di pescatori, i mercati e le cucine di casa — il lago vissuto, non solo ammirato.

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In breve

  • Il Lago di Como (il Lario) è un lago glaciale a forma di Y rovesciata, profondo oltre 400 m.
  • Plinio il Giovane vi aveva due ville, « Commedia » e « Tragedia »; le statue dei due Plini sono sul Duomo di Como.
  • Tra Sei e Ottocento nascono le grandi ville: Balbianello, Carlotta, Melzi, d’Este.
  • Il Grand Tour portò qui Stendhal, Liszt e Shelley; Manzoni vi ambientò I Promessi Sposi.
  • Oggi il Lario è una meta amata e un set cinematografico di fama internazionale.

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